Perché a 40 e passa anni ho deciso di rimettermi in gioco

Per più di vent'anni la mia giornata è cominciata allo stesso modo: la sveglia presto, il caffè in piedi, il cartellino timbrato prima che facesse giorno. Non lo racconto con rimpianto. La fabbrica mi ha dato un lavoro onesto, dei colleghi che considero ancora amici e un modo di stare al mondo fatto di serietà e di impegno.

Eppure, superati i quarant'anni, ho cominciato a farmi una domanda che non riuscivo più a mettere da parte: è tutto qui quello che posso imparare? Non era insoddisfazione per il lavoro in sé. Era la sensazione di avere ancora delle cose da capire su di me, e di non avere più molto tempo per rimandare.

La paura di ricominciare

Ricominciare a quell'età fa paura, inutile girarci intorno. Hai delle responsabilità, delle abitudini, un'idea di te che si è consolidata negli anni. E hai anche il timore del giudizio: cosa penseranno gli altri? Cosa penserò io, se le cose non dovessero andare come spero?

Quando ho conosciuto il network marketing ero scettico, e lo dico con sincerità. Avevo sentito storie di ogni tipo, alcune belle, molte meno. Per questo mi sono preso del tempo. Ho fatto domande, ho letto, ho ascoltato persone che ci lavoravano da anni e anche persone che avevano smesso. Solo dopo ho deciso di provarci.

Cosa mi ha convinto davvero

Non mi ha convinto una promessa. Mi ha convinto l'idea di poter imparare cose nuove: parlare in pubblico, organizzare il mio tempo, ascoltare le persone invece di limitarmi a sentirle. Competenze che in fabbrica non avevo mai avuto occasione di allenare, e che sentivo mi mancavano anche nella vita di tutti i giorni.

Mi ha convinto anche il fatto che il percorso dipendeva in gran parte dal mio impegno. Nessuno mi ha detto che sarebbe stato facile, e infatti non lo è stato. Ci sono state settimane in cui mi sono chiesto se avessi fatto la scelta giusta.

Cosa ho capito finora

Ho capito che l'età non è un ostacolo, ma un bagaglio. Chi ha lavorato a lungo sa cosa vuol dire essere costante, rispettare un impegno, rialzarsi dopo una giornata storta. Sono qualità che contano in qualunque attività.

Ho capito anche che rimettersi in gioco non significa rinnegare quello che sei stato. Io sono ancora la persona che entrava in reparto alle sei del mattino. Ho solo aggiunto dei capitoli.

Se anche tu senti quella domanda che ti gira in testa, il mio consiglio è semplice: non avere fretta, informati bene, parla con chi ci è già passato. E poi decidi con la tua testa. Se ti va di confrontarti, scrivimi: ti racconto com'è andata per me, senza filtri.

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